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26 Settembre 2023

Stagione influenzale: automedicazione e vaccino per affrontarla. Farmacista figura sanitaria di riferimento

La stagione influenzale sarà di media entità, gli italiani, in particolare le donne, sanno di poter utilizzare i farmaci da banco per gestire i sintomi,  ma solo il 33% ha intenzione di vaccinarsi contro l’influenza. Su entrambi i fronti i farmacisti hanno un ruolo importante: consigliare sull’uso corretto dei farmaci di automedicazione e promuovere la vaccinazione

di Simona Zazzetta


Stagione influenzale: automedicazione e vaccino per affrontarla. Farmacista figura sanitaria di riferimento

Per la stagione influenzale in arrivo sono attesi 5-6 milioni di casi e oltre 10 milioni di contagi per virus simil-influenzali, e se la metà degli italiani, in particolare le donne, sa di poter utilizzare i farmaci da banco per gestire i sintomi, solo il 33% ha intenzione di vaccinarsi contro l’influenza, un po’ di più nella fascia over 65 (56,5%) in ogni caso inferiore agli obiettivi prefissati dal Ministero della Salute. Su entrambi i fronti i farmacisti, a cui sempre più persone si affidano come figura di riferimento per affrontare l'influenza, hanno un ruolo importante: da una parte per consigliare sull’uso corretto dei farmaci di automedicazione e dall’altra promuovere la vaccinazione a cui ora è possibile sottoporsi anche nelle farmacie. Sono alcuni dei temi emersi durante la presentazione dei dati raccolti da Human Highway per Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica, all’evento “Stagione influenzale 2022-2023: ritorno al passato o inizio di una nuova era? Cosa sapere e cosa fare".

Prevista una stagione influenzale di media intensità
“La prossima stagione influenzale potrebbe essere considerata di media intensità, con un numero stimato di casi che potrebbe oscillare tra i 5-6 milioni”, afferma Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di. “Oltre ai casi influenzali legati alla variante H1N1, si prevede una decina di milioni di casi di altri virus influenzali cosiddetti ‘cugini’, che possono causare sintomi simili all’influenza.” La loro diffusione dipenderà da diversi fattori: “I ceppi in circolazione, la loro novità e variazione rispetto agli anni precedenti, così come le condizioni meteorologiche e climatiche. Pertanto, è fondamentale rimanere flessibili nelle strategie di prevenzione, promuovendo la vaccinazione e adottando opportune misure di igiene”.  

Compresenza di influenza e Covid: tampone strumento per distinguerli

Assisteremo nuovamente a una compresenza dell'influenza e del SARS-CoV-2, che può rendere la gestione delle risorse sanitarie più complessa, soprattutto considerando la similarità dei sintomi. Per questo, è importante la promozione alla vaccinazione antinfluenzale “come strategia di prevenzione, e di monitorare attentamente l’evoluzione sintomatologica e della situazione”.
Se il Covid-19 è difficile da distinguere rispetto ad altre forme virali considerandone le varie manifestazioni e la variabilità delle stesse tra i diversi individui, “l’influenza si può più facilmente riconoscere in seguito all’insorgenza brusca della febbre, un sintomo generale e un sintomo respiratorio (come la tosse, il mal di gola o la congestione nasale). Se una persona presenta questi tre elementi contemporaneamente, è probabile che abbia l'influenza, anche se per una conferma definitiva è consigliabile effettuare un tampone”, precisa Pregliasco.  

L’atteggiamento verso la stagione influenzale: vaccinazione da promuovere

“La vaccinazione è una tutela non solo per sé stessi, ma anche per coloro che sono più vulnerabili, quali bambini, anziani o persone con problemi di salute preesistenti - afferma il virologo. - Mentre i giovani possono scegliere di vaccinarsi, per i soggetti fragili e gli anziani la vaccinazione diventa una raccomandazione stringente, quasi una necessità, poiché particolarmente a rischio di gravi complicazioni legate all’influenza.” Nonostante siano in molti ad aver compreso l’importanza della vaccinazione, “ve ne sono altrettanti”, segnala Pregliasco, “che tuttavia credono che causi effetti collaterali spaventosi”. Per questo, “una maggiore coerenza tra le informazioni che vengono veicolate potrebbe comportare una maggiore consapevolezza dei rischi e una conoscenza più approfondita”.
Anche se in lieve calo rispetto al 2022, il desiderio di vaccinarsi contro l'influenza nella prossima stagione rimane alto, confermando un trend stabile rispetto al recente passato segnato dall’emergenza pandemica. Il 33% degli italiani ha l'intenzione di ricevere il vaccino antinfluenzale (- 5% rispetto al 2022), con una propensione particolarmente elevata tra gli over 65, con il 56,5% intenzionato a fare il vaccino, percentuale che resta inferiore agli obiettivi prefissati dal Ministero della Salute. Il principale motivo che spinge gli italiani a effettuare la vaccinazione antinfluenzale è la consuetudine, seguita dalla volontà di proteggere le persone vicine e di proteggersi dai bambini, più esposti ai virus. Inoltre, il 19,6% delle persone ha iniziato a vaccinarsi durante la pandemia per garantire una diagnosi più accurata del Covid-19 e intende continuare per lo stesso motivo.
Tuttavia, tra i soggetti sottoposti all’indagine, il 48% ritiene improbabile che quest’anno effettuerà la vaccinazione influenzale, poiché crede che l’influenza stagionale li colpisca molto raramente. Inoltre, anche se in calo, resta comunque alta la percentuale di coloro che non si sono mai posti il problema della vaccinazione (19,1% nel 2023 contro 24,5% nel 2022).

Figure sanitarie di riferimento: il farmacista guadagna spazio
Con l’arrivo della pandemia da Covid-19, si è osservato un aumento sostanziale nella quota di persone che preferiscono rivolgersi al medico di base in caso di influenza. Ma, nel 2023, questo trend di crescita sembra essersi arrestato, dando spazio a un parallelo aumento di persone che, invece, si affida alla propria esperienza e al farmacista come figura di riferimento per affrontare l'influenza.
Il ruolo del medico di base rimane comunque di primaria importanza per entrambi i sessi, ma è interessante notare che, secondo l’indagine, questa abitudine è più diffusa tra gli uomini (21,9%) rispetto alle donne (17,2%), le quali preferiscono basarsi, in prima istanza, sulla loro conoscenza sviluppata per esperienza personale. Emergono poi tendenze differenti tra i giovani: il 14% di si affida alla ricerca di informazioni online mentre il 22% si basa sul parere di parenti e amici.  

Disturbi e rimedi: riposo e farmaci di automedicazione per controllare i sintomi

In caso di sintomi influenzali, è in aumento (48,7% nel 2023 vs 45,6% nel 2022) la quota di italiani che ritiene che il comportamento più saggio sia restare a riposo, ricorrere ai farmaci di automedicazione che permettono di controllare i sintomi e, solo in caso la situazione non migliori nel giro di qualche giorno, contattare il medico.
Tuttavia, quando si manifestano i primi sintomi influenzali c’è anche ritiene che la cosa migliore sia contattare immediatamente il medico di base (19,6%), mentre il 9,5% crede che sia meglio non fare nulla, con un 3,9% che continuerebbe a fare la vita di sempre anche in caso di sintomi influenzali. La quota di chi pensa che l’antibiotico sia una soluzione efficace e veloce è pari al 3,8%.
I farmaci di automedicazione si confermano una soluzione preferita dal genere femminile: il 58,6% delle donne, infatti, ritiene che le scelte più sagge siano quella di adottare una strategia che includa riposo, farmaci da banco, e un eventuale contatto con il medico solo in caso di mancato miglioramento, mentre gli uomini tendono ad affidarsi immediatamente al consiglio del medico o al ricorso dell’antibiotico, anche quando non necessario. “L'approccio responsabile all'automedicazione e l'uso consapevole e appropriato dei medicinali da banco sono diventati ancora più importanti in questi anni – conclude Pregliasco. - I cittadini sono più attenti a seguire le indicazioni dei professionisti sanitari e ad evitare l'abuso di farmaci senza prescrizione medica. I farmaci antinfiammatori sono un elemento importante nella gestione delle infezioni respiratorie, compreso il SARS-CoV-2, poiché in grado di modulare la risposta immunitaria e ridurre il rischio di forme gravi della malattia. È però importante che i professionisti sanitari istruiscano il cittadino al corretto uso dei farmaci e alle terapie disponibili”.    

TAG: INFLUENZA, FARMACI DA BANCO, AUTOMEDICAZIONE, ASSOSALUTE, MEDICINA, SANITà, VACCINO

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