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19 Luglio 2023 Grazie alla banca dati di Aifa è stato monitorato l’uso degli antivirali nelle infezioni da Covid -19, varianti Omicron, verificando che nirmatrelvir più ritonavir sembra associato ad una riduzione di mortalità. Ecco i dati dello lo studio italiano pubblicato da The Lancet

“L'inizio precoce di nirmatrelvir più ritonavir è stato associato a un ridotto rischio di mortalità per tutte le cause rispetto a molnupiravir nei pazienti italiani con COVID-19 durante un periodo di pandemia dominato dalle varianti o sottovarianti di Omicron”. Lo ha rivelato uno studio che ha analizzato i dati raccolti attraverso la piattaforma AIFA. La ricerca dal titolo: “Real-life comparison of mortality in non-hospitalised patients with SARS-CoV-2 infection at risk for clinical progression treated with molnupiravir or nirmatrevir plus ritonavir during the Omicron era in Italy: a nationwide, cohort study” è pubblicata sulla rivista The Lancet Regional Health - Europe.
L’analisi statistica con i dati italiani sugli antivirali orali utilizzati contro Covid-19
A partire dall’ottobre 2020, il gruppo di coordinamento, composto da Ministero della Salute, AIFA e Regioni per la gestione dei medicinali per il COVID-19 e ai referenti clinici di riferimento indicati dalle Regioni, ha monitorato l’attività dei clinici e dei farmacisti dei centri abilitati dalle regioni alla prescrizione e dispensazione dei medicinali per il COVID-19, contribuendo ad un report di analisi dei dati relativi al monitoraggio dei medicinali antivirali orali. Coi dati raccolti è stata condotta un’analisi statistica i cui risultati sono stati interpretati con l’aiuto dei clinici di riferimento indicati dalle stesse Regioni. Nell'arco di tempo considerato, sono stati inclusi nell'analisi 17.977 pazienti trattati con molnupiravir e 11.576 pazienti con nirmatrelvir più ritonavir. La maggior parte dei pazienti (86,7%) ha ricevuto un ciclo completo di vaccinazione inclusa la dose di richiamo. Un tasso grezzo di incidenza più elevato di mortalità per tutte le cause è stato riscontrato tra gli utilizzatori di molnupiravir (51,83 per 100.000 giorni-persona), rispetto agli utilizzatori di nirmatrelvir più ritonavir (22,29 per 100.000 giorni-persona). Tuttavia, i pazienti trattati con molnupiravir erano più anziani di quelli trattati con nirmatrelvir più ritonavir e sono state riscontrate differenze tra le due popolazioni per quanto riguarda i tipi di comorbilità.
I risultati: rischio di mortalità ridotta con nirmatrelvir più ritonavir e EMA e AIFA bloccano molnupiravir
L'inizio precoce di nirmatrelvir più ritonavir è stato associato per la prima volta a un rischio significativamente ridotto di mortalità per tutte le cause entro il giorno 28 rispetto a molnupiravir, sia nella popolazione complessiva che nei sottogruppi di pazienti, compresi quelli completamente vaccinati con la dose di richiamo.È stata anche confermata una significativa riduzione del rischio di morte associato a nirmatrelvir più ritonavir in sottogruppi di pazienti, come donne, pazienti completamente vaccinati, quelli trattati entro il giorno 2 dall'insorgenza dei sintomi e pazienti senza malattie (emato)-oncologiche.Inoltre, il follow-up sembra evidenziare una migliore tollerabilità di molnupiravir rispetto a nirmatrelvir più ritonavir. Tuttavia, al termine di questo studio, l'Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha raccomandato il rifiuto dell'autorizzazione all'immissione in commercio per molnupiravir e, a seguito di tale parere negativo, la Commissione Tecnico Scientifica dell'AIFA ha deciso di sospendere l'uso di molnupiravir.
https://www.thelancet.com/journals/lanepe/article/PIIS2666-7762(23)00103-5/fulltext
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